Cos’hanno in comune Nembro e Londra? Elena Conti, insegnante e giornalista, ce lo racconta nella sua tesi di laurea.
Nel terzo capitolo, infatti, la dott.ssa Conti ci presenta un curioso confronto tra il progetto nembrese “Cantami” e il “National Covid Memorial Wall”, il monumento londinese realizzato dai parenti delle vittime inglesi della pandemia. Dall’attenta riflessione proposta da Conti, emerge una grande verità spesso dimenticata: siamo tutti parte di un unico grande popolo, quello del mondo. Mettiamo infatti in atto simili strategie per affrontare uguali dolori, nonostante la distanza culturale e fisica.

Innanzitutto, sia in Italia che nel Regno Unito le opere sono state maggiormente realizzate dalle collettività locali, tramite raccolte fondi o donazioni. Una spinta “dal basso” che ha avuto origine dalle singole comunità colpite dall’epidemia e che hanno ritenuto importante valorizzare la propria storia collettiva, le specifiche vicende comunitarie, l’esperienza personale.
All’interno di queste comunità il lutto non è stato vissuto ed elaborato soltanto su base individuale o famigliare, ma ogni membro della comunità si è fatto carico del peso dell’esperienza traumatica condivisa e ha riconosciuto negli avvenimenti legati alla pandemia, sia negativi che positivi, degli elementi in grado di influenzare in modo permanente l’identità collettiva, anche in prospettiva futura.
Non dimentichiamoci poi dell’arte che, insieme alla letteratura e a tutti i prodotti culturali, concorre a dare forma e a rinsaldare la memoria culturale. L’arte del sacro e del profano, l’arte che descrive e che immagina, l’arte che cura.
Vi è poi un aspetto fisico, tangibile che, se chiaramente già presente nel monumento londinese, sarà presto realizzato anche per quello nembrese: il nostro monumento sarà uno spazio dedicato presso la Biblioteca Centro Cultura di Nembro Tullio Carrara e costituito da un totem interattivo attraverso il quale tutti potranno accedere ai contenuti multimediali del sito.
“Cantami” rappresenta un viaggio nella memoria, capace di scongiurare il pericolo di nascondere a se stessi il ricordo traumatico, non concedendosi così la possibilità di riappacificarsi con esso. Al tempo stesso, i racconti caricati sulla piattaforma assicurano che l’eredità e l’identità della comunità nembrese vengano trasmesse alle generazioni future, trasmettendo valori ed esempi positivi ai ragazzi.
L’autrice e la struttura della tesi
Elena Conti si è laureata in Culture Moderne Comparate nel luglio 2024, presentando la tesi “La pandemia da Covid-19 nella memoria collettiva: un’analisi comparata delle iniziative culturali promosse nel Regno Unito e in Italia” *. Ha analizzato il caso di Nembro e, in particolare, il progetto “Cantami”, inserendoli nell’ambito degli studi sulla costruzione della memoria collettiva attraverso la promozione di iniziative culturali legate al ricordo della pandemia. Nella tesi sono riportate le domande poste a due ideatrici del progetto, Giulia Donzelli e Serena Rondi, alle narratrici Terry e Giusy Gritti e Marcella Breno e agli intervistatori Antonio Moioli e Gabriella Carrara.
*La consultazione e l’utilizzo sono liberi, a patto di citare la tesi e la sua autrice:
Conti, Elena, 2024. La pandemia da Covid-19 nella memoria collettiva:
un’analisi comparata delle iniziative culturali promosse nel Regno Unito e in Italia. Tesi di Laurea Magistrale, LM-14, Università degli Studi di Bergamo.